mercredi 26 mars 2014

Un ritorno e il destino


Quale strana macumba funesta (voce del verbo funestare, non aggettivo!) i miei ritorni in belgio, dopo un ogni due voli che prenoto con ryanair, uno almeno sono costretto e riprenotarlo (è forse Brian O'Leary che mi assicura partenze posticipate e SI assicura lauti guadagni, aumentando il ricavo marginale della sua amata, anche dai consumatori, azienda?). 

soggiorno in Italia? Per quale ragione, da un annetto a questa parte
Quousque tandem abutere mea patientia, Destine infauste? Direbbe Cicerone, e io pure, se il destino fosse una persona appellabile con un bel vocativo, in questo caso minaccioso e esigente spiegazioni. 

Occhi che ballano, da soli (non coi lupi)
Questa volta la partenza è stata ritardata per una presunta labirintite, che poi forse è solo ansia. Fatto sta che gli occhi, questo è il sintomo, rinculano, vale a dire che io li punto su un obiettivo, ma essi, motu proprio, schizzano di nuovo sull'altro lato per poi tornare al target da me individuato. Roba da cartoni animati. 

E ce credo che l'occhio me balla. Per riprenotare il biglietto che martedì (al posto di domenica) mi ha riportato in Belgio, è bastato un errore nell'inserimento dei dati della carta, che mi ha impedito per una mezz'oretta di acquistare il biglietto che quest'ultimo è aumentato di quasi il 50%, da 80 euro ai 144 finali da me sborsati. Ouf, santi numi! 

A volte il destino sembra proprio che remi contro. Come quando, ieri, arrivato all'aereoporto e appena fatto il check in, mi sono diretto verso il gruppo di persone ammucchiate che si stavano dirigendo verso l'aereo. Peccato che da loro mi divideva una porta chiusa che non pago io ho tentato di aprire. Peccato che quelli stessero per imbarcarsi per Malta, mentre i miei, come una hostess gentilmente mi ha fatto notare, stavano sull'altro lato, a destra, non a sinistra (sempre quella e sempre casini oh).

La hostess di cui parlavo (la mia era bruna
e rideva di meno, d'altronde era a lavorà.....)
Insomma il destino spesso sembra remarci contro. L'importante è non perdere la calma, non prendersi spesso tutto si risolve e perchè, proprio nel momento più difficile quando la catastrofe è alle porte, ci sarà, inaspettata, una hostess pronta a darti l'indicazione iniziale e minima verso la risoluzione. 
troppo sul serio, perché

Infine, se il destino non ci ridesse in faccia e si divertisse di noi, come potremmo noi farlo di noi stessi portando buonumore anche agli altri. 

ps.(gaurdate la parte finale di questo video)








(Questo è un post di auto-convincimento consigliato ad un pubblico insicuro ed ansioso. Si prega di non credervi troppo, se il sintomo persiste, beh sì....è il momento di consultare un medico).

dimanche 9 mars 2014

Le Yoga: ce que vous n'auriez pensé sur un sport qu'est un vrai sport

Ooohhhhmmm……Ooohhhmmm…..Ooohhhhmm…..Je suis à faire du Yoga… Inspirer… Finalement  je suis réussi à fréquenter des leçons….Expirer…. de ce sport si Bo – Bo, mais en effet c’est Eleonora…..Inspirer… à l’avoir conseillé ! Finalement….Expirer…..je pourrai comprendre ce qu’il se passe pendant ces leçons-là…Inspirer….que tout le monde décrit comme émotionnantes and…Expirer….capables de faire te changer de vie. Ventre au sol.



Ouf, un petit moment de pause ! J’essaye de me relaxer, même s’il était très difficile étant donné que dans la salle à côté lady Gaga était en train de chanter « Applause » à haut volume et l’instructrice du course criait pour faire bouger ses adeptes. Tandis que le bruit de la vie contemporaine sans règle continuaient à frappé à nos oreilles, en face de nous, nôtre instructeur, ou mieux, nôtre Maitre, parle tellement sous voix, qui nous, tous italien, on doit toujours regarder nos copains pour comprendre quoi on va faire.
 
Petit Cobra. De nouveau on se bouge. Les bouts des doigts appuyés sur le sol et le dos à peine levé, mon petit cobra rassemblait plutôt à une tarente juste tombée du plafond, laquelle est en train de se remettre sur le pattes.  Mais il n’y a pas du temps pour penser, le maitre a déjà décrété : Chien tête en bas. Et ici les fatigues commencent, car cette position est très incommode, une espèce de trapèze, qui trapèze n’est pas puisque le dos est tordu par rapport au sol et pas parallèle (pour comprendre cette ironie il faut avoir gardé des connaissances de géométrie du collége.Ahahah).

Pendant nôtre maître continuait à nous amener par la rue vers le Nirvana, en cherchant de faire réveiller tous nôtre chakra, il arrive une chose très étrange. Je sue. Je suuuuueeeee. Mais le yoga….ce n’était pas cette activité-là impalpable, éthérée, laquelle était capable de te mettre en contact avec des mondes différents et laquelle réussissait à faire te lever du sol comme si un souffle légère, pas un gayser, te soufflais au dessous de ton cu ? Par contre, ce n’est pas comme ça ; le yoga, comme toute les activité humaine impliquent de la fatigue et de la suer.
"Je ris en face du yoga"

La leçon continue, comme l’eternel cercle de la vie. Et dans la confusion de bras et de jambes qui se bougeaient et se croisent l’un l’autre, on voie juste en face du nôtre grand Maître, les duex élèves les plus agiles, qui avec un seul mouvement, très vite, arrivaient à la juste position. Mais j’ai trouvé des réponses pour expliquer  ces deux offense aux culs lourds : soit ils étaient deux ninjas soit ils étaient des contorsionnistes échappés de quelque cirque…..

  

samedi 8 mars 2014

Lo yoga: tutto quello che non sapete su quello che non pensavate era uno sport!

Oohhhmm......Oohhhmm.......Oohhhmmm......finalmente ci sono riuscito. Anche io faccio Yoga. Inspirer. E mi rilasso Espirer. Che poi fare yoga..Inspirer..non è un gioco da ragazzi. Ventre au sol. Bene, adesso c'è un momento di respirazione tranquillo.

Fare yoga rilassa e anche gli studenti ne hanno bisogno. Certo non è facile abbandonare tutte le cure quotidiane se nella stanza accanto c'è lady Gaga che canta "Applause" ad un volume che sarebbe insopportabile anche per un operaio addetto al martello pneumatico, e l'istruttrice che urla per incoraggiare i suoi adepti.
Noi, invece, noi manteniamo la calma, e cerchiamo di comprendere quello che il nostro Maestro, non è un istruttore, ci dice in maniera sommessa tanto che il nostro sguardo è rivolto sempre ai compagni, per capire la posizione giusta.

Petit cobra. O mio dio si riparte. Con i polpastrelli puntati in terra e il busto leggermente alzato, il mio cobra sembra più un geco che cerca di rialzarsi dopo essere caduto dal soffitto, piuttosto che un
serpente velenoso.
Ma comunque non c'è spazio per pensare, Il Maestro ha già sentenziato Chien tete en bas. E qui vi voglio. La posizione del cane, scomoda. Una specie di trapezio che trapezio non è perché la schiena non è parallela al pavimento, ma obliqua (per capire questa ironia è necessario ricordarsi la geometria della scuola....quella media ahahaha!).

Mentre Il Maestro continua a condurci sulle strada del Nirvana cercando di attivare tutti i nostri chakra, succede una cosa stranissima. Sudo. Sudooo. Ma lo yoga non era.... quell'attività impalpabile, eterea che mettendoti in contatto con le tue energie era in grado di farti passare ad altri mondi, altri luoghi - altri laghi - altri universi - universi, e che riusciva anche a farti alzare ad terra come se un soffione tiepido, non un gayser certo, ti soffiasse sotto al sedere. E invece no; lo yoga come tutte le attività umane è fatica! A yoga si suda. Non come a aerobica, non come a zumba, ma si suda.
"Io rido in faccia allo yoga"
La lezione continua come l'eterno circolo della vita. E nel marasma di arti che si incrociano come su una superstrada del benessere, noti, come al solito, in prima fila, giusto in faccia al Maestro, i due secchioni. Che con un'abilità ai limiti del normale, riescono a passarsi le gambe e le braccia a incrociandole, con degli scatti fulminei al pari di Zorro quando scriveva la zeta o si piroettava in faccia all'Alcalde saltando giù dal tetto della caserma.
Naturalmente fanno rabbia certi scempi alla comodità, offese ai culi pesi. Ma io ho la risposta o erano due ninja o erano dei                                                                                                     contorsionisti  fuggiti dal circo Orfei!


mercredi 5 mars 2014

"Mes kokotteurs"

C’est un odeur d’orient, d’alchimies magiques et de sourires embarrassants, que par nuages blanches et foncés se diffuse. Tu ris en le flairer, plus fort que l’encense et un peu nauséabond, et la pensée court a ce qu’il pourrait arriver à toi-même avec ses substances aux bêtises que tu pourrais faire. Car cet odeur,  c’est l’odeur de la cannabis et je le sens toutes les fois que je rentre à  la maison après les cours : le couloir des chambres a le saveur d’une grande commune des années ’60.

L’Ucl, outre de me donner un nouveau logement, elle m’a fourni des nouveaux kokotteurs lesquels, il faut le dire, je les trouve très sympa.

En face de la cuisine, il y la chambre de TIN TIN. Pour lui les nuits sont toujours blanches, et il n’y a pas
eu une courgette en train d’être coupée dans la cuisine qu’il n’aie pas entendu. Il est très patient en effet, bien que je trouve que son air très douce, les cheveux blonde et les yeux bleu clair sur un visage de bon garçon qui donne l’idée d’être trop grand pour son âge, cache quelque chose. Plusieurs fois, j’ai vu un grand écran lumineux que je pense c’est un ordinateur, et juste à côté des grands écouteurs comme ceux des pilots des avions, avec le micro aussi ! Que TIN TIN soit de nouveau parmi nous ? Ou il est un espion venu, donné l’aspect, de l’est ?

Puis il y a le kokotteur le plus mystérieux. Il ne sort que peu de fois de sa chambre. On l’appelle le chinois ou Chan ou Honne Tordu parce que sa caractéristique est d’avoir un œil plus petit que l’autre si bien que les sourcils, suivantes ces formes, sont tordues ! Il y a une semaine que je ne le voie plus, mais j’écoute sa présence comme même. Il a de la toux tellement forte, qui tu peux clairement comprendre qu’il est rentré le dimanche soir comme tous les belges ! Mais, je dis, un petit truc moyen orientale ? Un corn de renonceront ?

Enfin, il y a le meilleur. Celui qui avec ses amis est capable de transformer un petit coin gris nous donné de
l’Ucl en un suk turque avec un air lourde et blanche, mais capables d’adoucir n’importe quel problème ! L’Espagnol, car les origines sont toujours remarquables, et sa petite bande d’amis ! Amis très fidèles : il frappent à la porte par heures en attendant que quelqu’un leur ouvre, tandis que l’Espagnol est dans sa chambre et il n’entende pas à cause de la musique ou du sommeil. Un matin, comme toutes, un ami a lui porté le café mais vu qu’il dormait, l’autre a attendu en face de la porte de sa chambre jusqu’à que l’espagnol ne lui a pas ouvert.
Une fois j’ai demandé ce qu’est la poussière gris sur le sol de la cuisine. Il m’ont répondu que c’est la poussière de l’extincteur et qu’une nuit ils l’ont ouvert……..

Et après les nuages ont enveloppé tout…….


mardi 4 mars 2014

Mes nouveaux Kokotteurs


E' un odore d'oriente quello che entra nel naso, di fumose alchimie e annebbianti sostanze. Un odore forte e riconoscibile, più intenso dell'incenso che brucia, e più maleodorante. Un'odore che ti fa subito sorridere a pensare a quello che è, a quello che potrebbe significare per te, cioè gli effetti che avrebbe su dite.
Perché quello è odore di canna, e io lo sento tutti i giorni, nel corridoio di casa mia.

L'università oltre a fornirmi di un nuovo alloggio mi ha conferito in regalo tre coinquilini, tutti piccoletti, che c'hanno l'età di mio fratello, ognuno con la sua storia di vita vissuta e le sue particolarità.

Ce sta "Carletto", detto "TIN TIN", lui sta in faccia alla cucina cosicché anche lo sbucciare uno zucchino, date le porte di cartapesta dell'Ucl, è in grado di svegliarlo. Anche se credo che lui, biondo e occhicuffie con un microfono, come quelle dei piloti d'aerei. TIN TIN è ancora tra noi? O forse Carletto non è una spia dell'est (di sti tempi)? Chi lo sa....
azzurri, senza barba, con una faccia da bambino che ha l'aria di essere troppo alto per la sua età, nasconda qualcosa. Sulla sua scrivania c'è un grande schermo luminoso, che credo sia un pc, anzi un ordinateur, a cui sono attaccate delle

Poi ce sta "Er cinese", detto "Chan", o "Homme Tordu" (uomo storto), perché ha un occhio più piccolo dell'altro e le sopracciglia assecondano questa differenza, cosicché sono inclinate pure quelle. Nessuno, come avrete capito, si ricorda il suo nome, anche se si presentò e fu molto gentile, e lo è sempre. Egli vive un po' nascosto nell'ultima camera, quella in fondo a sinistra, accanto al bagno per intendersi. Di lui, da dieci giorni, si odono solo i forti rantoli di tosse che sembra che abbai! Ma dico che aspetta a prendere un po' di propoli, vero tesoro che in Belgio va custodito come il più prezioso data la vulnerabilità della gola, o al massimo un rimedio naturale cinese.

E infine, "lo Spagnolo" o "Anjel" così si chiama è il più presente nel senso che lui e i suoi amici, circa 5 tutti rigorosamente in pantaloni corti, quando si rinchiudono in camera di lui iniziano a fumare come l'odore Brucaliffi! anche perché, è il caso di dirlo, fumano come turchi! 
d'oriente e le risa fanno ben intendere. Lo spagnolo e la banda dei
I Brucaliffi, bussano alla porta d'ingresso per ore prima che uno di noi coinquilini gli apra, mentre Anjel continua a dormire o non sente. Tutte le mattine qualcuno gli portano il caffè e una volta, che io gli aprii, lo attesero in piedi colla tazza in mano fuori dalla sua stanza finché lui non si svegliò e gli aprì. Tipi strani.
Si narra che una notte del primo quadrimestre, erano talmente ubriachi che hanno aperto l'estintore spargendo polvere tossica ovunque. Questo me lo hanno detto quando gli ho chiesto cosa fosse quella polvere grigia in terra....spero che non fossero "totalmente" sicuri di ciò che raccontavano!



lundi 24 février 2014

Sanremo all'estero 2: la musica i giovani e l'italia migliore

Sanremo è l'evento dell'anno che si può vantare di una copertura mediatica inaudita che neanche il grande fratello riesce più ad assicurarsi nonostante gli intrighi  e i tradimenti. Sanremo sono i fiori, e le vallette, e la bellezza, e la storia della tv e i cantanti e le loro vite tormentate e...la politica (Grillo è solo l'ultimo che si è presentato alla grande sagra nazionale.Nel 2010 fu il turno di Bersani che forse pensava ancora alle Balere, ma almeno fu discreto, diversamente da Scajola che inviato a placare il segretario del Pd inscenò un mini litigio con la Clerici che gli avrebbe infilato il tacco nella schiena).

E le canzoni? Perché in tutto questo marasma, questo magma ribollente, sembra che la musica non trovi mai spazio, o quando ci riesce si scopre che non piace mai abbastanza (guardatevi il film "La verità è che non gli piaci abbastanza"......). A parte il beneficio dell'assuefazione (quello strano meccanismo per cui anche una canzone di Miley Cirus alla terza volta "IniziaAdAvereUnSuoPerché") che a Sanremo nessuno concede, è un susseguirsi di critiche ed anatemi.
Secondo me quest'anno le canzoni erano di una certa qualità e molte orecchiabili, tra l'altro alcune portavano un impegno civile o una riflessione che tradivano la presenza di Fazio quale direttore artistico. per di più non ci sono stati casi clamorosi di discrepanza tra voto della giuria popolare e della stampa.

Prendiamo la canzone di Rocco Hunt. Si poteva chiedere di meglio ad un festival italiano: un giovane che rappa su un grande problema nostrano, senza scendere nella volgarità (molto frequentata da altri colleghi). Non solo il pezzo a ritmo, ma ha SENSO. Un giovane che non solo parla di rifiuti ed eco-mafie, ma pure mostra la sua fierezza nel venire da quella terra, la Terra del sole, non quella dei fuochi. Un esempio.

                                                         Rocco Hunt "Nu juorno buono"

Poi c'è Arisa. Una voce meravigliosa ed un pezzo che lo è altrettanto. Un testo che ciascuno può interpretare come vuole, ma che parla di un  sentimento d'amore appassionato e gratuito, vero, e nella malinconia del suo contenuto si riesce a rintracciare una gioia, quella di chi rimane vicino. Non è la solita litania "SeMiLasciNonVale" o muoio nel dolore, ma un pezzo controvento!

                                                         Arisa "Controvento"

Come non si può rallegrasi che due giovani che appaiono (di questo bisogna accontentarsi) intelligenti e con una dosa di coraggio si presentano di frutti a tutti con proposte controvento e piene di speranza?
Peccato che non sia stato in Italia, ma sono sicuro che mi sarei un po' consolato di questa Italia Migliore. spero che anche a voi sia un po' accaduto lo stesso.......

dimanche 23 février 2014

Sanremo all'estero 1: la bellezza e le cariatidi o la bellezza della cariatidi




Seppur all'estero, voglio dire la mia sul super festival che tutti gli anni, come le allergie in primavera o le ciliegie a maggio (secondo i vostri gusti) arriva imperturbabile. Se è vero che una rondine non fa primavera, non c'è stagione televisiva che non veda il festival di Sanremo oggetto dibattiti già dal maggio dell'anno prima.




Quest'anno ho visto il festival in streaming e più saltuariamente. A me in definitiva è piaciuto. Per vari motivi.

La bellezza. Forse non ha dato i risultati sperati, ma donare un filo conduttore al festival era il miglior modo per garantirci delle performance non dimenticabili nei 10 minuti successivi la loro apparizione. Parliamoci chiaro, chi se le ricorda più LE BELLE del festival, e soprattutto chi si ricorda le loro azioni (forse un'eccezione è Belen che ebbe l'occasione per mostrarsi un po' meno superficiale di quello che a volte sembra). 
Il tema della bellezza ci ha regalato il monologo di Crozza, un po' troppo nazional - popolare, e quello della Littizzetto (di cui ricordo l'altro anno quello nel quale parlava di omosessualità), o la lettura di un passo di peppino impastato per Luca Zingaretti. Un altro momento dove avremmo potuto ascoltare queste cose?
Buona l'intenzione, spostare la bellezza dal corpo al senso!

                                     
                                                       Video di Luciana Littizzetto


Le cariatidi (amorosissime). Lì forse è il punto un po' più nevralgico. In effetti tutta sta sfilata di gente che il più giovane aveva quasi 80 anni (Arbore, e anche il più vitale), non ha certo aiutato ad attirare un pubblico giovane, che mi pare di aver capito era l'obiettivo principale. 

Ad ogni modo, la signora Cecioni di Franca Valeri, le Kessler le coscielunghe dai mille balletti in coppia con Don Lurio, Arbore e le innovazioni nell' intrattenimento notturno con "Portobello", la performance di Enrico Brignano su un testo di Aldo Frabrizi, e poi la MITICA RAFFAELLA' CARRA' a cui dovrò absolutely dedicare un post, sono forse un po' nostalgici. Ma è storia della televisione e della cultura, e anche del Varietà quando in rai lavoravano Mina e Walter Chiari e mille altri, e non si usavano le parolaccie e non si parlava di sesso. Perché tutto questo non si conosce o non si apprezza? Forse il problema è un altro......

                                             "..........Ma star vicino ai piedi tuoi / si può morire"