jeudi 10 avril 2014

Santa Sofia: tra spazio e tempo

L'avevo INTRAvista sui libri di storia dell'arte, l'avevo RIvista nei miei sogni quando pensavo ai posti esotici, nei quali recarmi. L'ho sempre considerata un esempio di quella commistione di culture che "tanto ci piace". E' la basilica di Santa Sofia. Costruita nel VI secolo a. C. per volere di Giustiniano, fu intitolata alla "Divina Sapienza"
L'aspetto esteriore della chiesa fa ben comprendere le fattezze della sua struttura: possente e articolata, Santa Sofia sembra un grande gigante addormentato sulla piazza Sultanamet. Ed in effetti all'interno sono visibili i grandi pilastri compositi che sorreggono le volte, il matroneo (o galleria superiore) e il grande tamburo su cui poggia la cupola centrale. 

Ma in realtà, guardandola dall'interno, l'impressione è un'altra. Le pareti sono ricoperte con tante tesserine dorate che luccicano della luce che penetra dalle 40 finestre alla base della cupola, donando fluidità allo spazio ed un'uniformità ai volumi. L'unione del colore dorato e dell'appiattimento dei volumi tolgono i punti di riferimento spaziali o temporali: gli angoli si smussano e i grandi pilastri perdono la loro rigidità, per contro hanno risalto le forme sferiche delle volte. Lo spazio circonda  l'osservatore come se ci muovessimo in un'atmosfera protetta e ovattata. 



In questa specie di involucro, dove l'atemporalità lo fa da padrone, sembrano coerenti tra loro i segni che diverse epoche e differenti religioni hanno lasciato. Come non notare i cherubini nei pennacchi al di sotto della grande cupola i cherubini e accanto i grandi "piatti" che riportano, in arabo, i nomi di Allah, Maometto e i primi califfi? O l'affresco di maria madre nella vota dell'abside e sotto il Mihrab, la struttura, orientata verso La Mecca, da cui parla l'officiante della preghiera nell'Islam?













Infine, un ultimo particolare, al di là dello spazio e del tempo. Mi hanno colpito alcuni inserti in porfido rosso egiziano, ritenuto prezioso per il suo colore simbolo di regalità, che si trovano nelle navate laterali. Gli inserti, nobilitanti, hanno una funzione decorativa che sfrutta la simmetria delle vene bianche della pietra stessa. Dinamismo e stilizzazione delle figure ante litteram!

                        

mardi 8 avril 2014

Diario di viaggio: la partenza e l'arrivo!

Il viaggio è iniziato nella mattina ancora scura del Brabante vallone, una mattina spazzata da un vento forte....che non aiutava a portare i nostri 43 chili totali di bagagli. ALL'INIZIO, visto che stiamo via una settimana,  avevamo pensato  di portare un bagaglio a mano ciascuno. POI abbiamo scoperto che i nostri biglietti ci davano la possibilità di una valigia da stiva ciascuno. E QUINDI, chi perchè "non si sa mai, se ne potrebbe avere bisogno" (io), chi per "vanità", siamo arrivati al carico da soma. Con queste provviste di vestiti che basterebbero a tre persone o per un anno a Istanbul, abbiamo affrontato lunghe rampe di scale, NON mobili, uno scalo a Vienna, tre stazioni di treno, un taxi......e finalmente ISTANBUL.

Una città che colpisce fin dalla sua periferia per la presenza di rosse bandiere turche, che sono ovunque, sui palazzi, sui cantieri e sulle gru. Colpisce in un paese del sud la mancanza di persiane: il sole entra presto nelle camere.
E poi a colpire è la mancanza di campanili, e la persistenza delle forme longilinee e puntute dei minareti. Ed infine sconvolge la grandezza di questa città e di un abitato di 5500 kmq e una popolazione di 13 milioni di abitanti. Una via lunga, un'autostrada che dall'aeroporto ci ha portati fino a uno dei ponti sul Bosforo, per traversare lo stretto ed arrivare a Uskudar, il quartiere familiare e conservatore  (così alle ultime lezioni) di cui è originario Erdogan, e nel quale abitano i miei amici. 

Ultima pillola: i turchi non guidano molto bene, anche perché, per esempio sulla grande autostrada, il cammino è punteggiato di persone che in mezzo alla carreggiata vendono noccioline, frutta secca, focacce e acqua: perché a Istanbul anche gli ingorghi sono giganteschi.....

samedi 5 avril 2014

Sfilata africana

Vi propongo alcuni scatti e video interessati di una sfilata di moda africana organizzata dalle ragazze del kot "KafriKap". Un'immersione in colori e fantasie per noi inconsuete. Ma guardate e ne resterete affascinati.

Non c'è stato modo migliore di iniziare la sfilata che una splendida danza africana (potete accedere al video tramite il link) che dalla primavera in anticipo belga ci ha sospinto fino a latitudini ben più torride.
Una danza sciamanica, da notte di luna piena nell'alto piano del serengheti, in un villaggio masai, lungo il fiume masaimara. Ad ogni modo, la coscienza dei presenti, tutti appartenenti più o meno alla medesima generazione, non ha potuto fare a meno di pensare al "Re Leone" e alla canzone iniziale! Che disney abbia davvero un grande potere?

Poi è arrivata la vera sfilata. Durante la prima parte sono stati presentati i vestiti creati da un'associazione di studenti, nella seconda quelli di una vera e propria stilista. E' stata una "profusione" (si voglio usare questo termine tra il documentarista e lo scenografico) di colori: gialli. verdi e rossi e marroni tutti chiari e di una tonalità brillante, accecante quasi. Una moda felice che pensando a quel mondo là, quello africano,  sembra un paradosso.....
Fianchi alti e grandi, seni maestosi, anche la moda si adegua, risaltando le forme senza mai essere volgare I vestitini si gonfiano sul punti vita e scendono più morbidamente, mentre gli shorts sono usati con parsimonia. Il vero trionfo sono i grandi vestiti lunghi o le gonne più o meno fascianti dalle ampie fantasie colorate e arabescate.

Infine ce sta pure il lato maschile della sfilata ed è "da pauraaaa". Entrato per tre volte di fila, ogni volta aumentava il rumore degli spettatori e diminuivano i vestiti che aveva indosso, lui un vero signore non ha dato segni di cedimento, mostrandosi impassibile. Un vero uomo ;) (informatisi, ci è stato detto essere un ragazzo molto riservato e che nei camerini era molto silenzioso!)

Il super mega giga uomo che alla fine della sfilata ha provocato cori da stadio

jeudi 3 avril 2014

Dopo 14 anni è qui!!!! Il ritorno di Elisabeth!

La folla delle grandi occasioni, la grande occasione, la grande bellezza, il grande avvenimento di cui non posso non scrivere anche se non c'incastra niente col mio blog e il mio erasmus e in genere la mia vita. MA lei è di nuovo qui.
Perché finalmente dopo 14 anni, lei è quiiiiiiiiii! 

All'arrivo all'aeroporto oggi. Fresca come una rosa dopo un'ora e mezza di volo. Ha portato con lei la primavera!
Col suo completo glicine, cappello intonato e fiori su di esso, ella, Elisabetta II d'Inghilterra, all'anagrafe Elisabeth Alexandra Mary Windsor, ha portato la primavera.
Tutte le volte che sento parlare della regina d'Inghilterra o della famiglia reale, ad esempio quando l'estate scorsa nacque il piccolo George Alexander, mi emoziono incredibilmente.

L'incontro stamani al Quirinale. Hanno già mangiato risotto alle erbe aromatiche e agnello arrosto. A Napisan e Clio hanno regalato una sciarpa di cachemire e un piatto d'argento.
Ma ci pensate se anche noi fossimo una monarchia? I balli e le teste coronate, i principi che sarebbero sicuramente belli e le principesse sicuramente istruite e l'eleganza per Roma città reale, il re si affaccerebbe dal terrazzo del Quirinale (però l'ultimo ad averlo fatto è stato Vittorio Emanuele III.....).......e poi i reality show, le canzoni a sanremo, le candidature alle europee e le finali di sanremo e le inchieste per gioco d'azzardo e........ No, ok ok. Ho capito. Noi siamo una repubblica e aldilà dei sogni siamo fieri di questo, soprattutto pensando al modo in cui è nata e alla fatica con cui è stata conquistata. 

Ma le illusioni si sà, aiutano nella realtà, anche e soprattutto nella dura realtà repubblicana. E dunque, come non apprezzare l'incontro di Elisabetta II con colui che per autorevolezza e capacità di rassicurare la nazione può essere considerato il nostro pater patriae vivente, con colui che a nostro modo, può essere considerato il nostro "Re", Giorgio Napolitano. Dei re ha il nome e l'aplombe, non la corona né i diritti e sopratutto non le rivendicazioni. 
Sarà che mi ricordano i miei nonni, sarà che sono dei novantenni grandemente fighi, sarà che c'ho voglia de sognà, ma quei due se la vedono alla pari. Come una "Regina".....e un "Re".

I due che confabulano.....Napolitano quasi sicuramente sa l'inglese.....i due vegliardi sono nati nel 1925, lei il 21 aprile (giorno del mio compleanno), lui il 29 giugno......

mercredi 2 avril 2014

L'educazione sessuale in un campus

L'educazione sessuale in un campus può prendere delle forme inaspettate e mai viste. A Louvain la Neuve, il KapHot ha organizzato la settimana dell'amore. Il KapHot, è formato da un gruppo di studenti che hanno l'obiettivo di sensibilizzare al sesso sicuro e migliorare l'educazione sessuale dei giovani. Il che, in una cittadina di 13000 abitanti pressoché tutti studenti è sicuramente un'opera di grande utilità, considerando anche il numero di Erasmus che, con la loro presenza, spingono la promiscuità a livelli ragguardevoli.

Il KapHot (il capot, diversa grafia ma stessa pronuncia, è il preservativo in francese) si è posizionato in Grand Place, dunque alla luce del sole, con  uno stand e tutta una serie di attività proposte; inoltre ai passanti è dato un kit omaggio, molto utile e curioso. Vediamolo. 


"Recherche partenaire pour la vie"........ Un monito per chi deciderà di appoggiare il suo boccale di birra sui comodissimi poggia bicchieri in cartone del kit. Infatti a dire la frase virgolettata è la signora Sifilide! Insomma, ingurgitato l'alcool bisogna fare attenzione. Oppure "Recherche homme entre 25 et 39 ans.....". Capito maschi? Questi sono l'età e il sesso, ahimè, tipici dei malati del mal francese (anche il Valentino, figlio di Alessandro VI e fratello di Lucrezia Borgia, ne era affetto).






Sempre nel kit c'erano dei lecca lecca......, e una cartolina, con un'immagine che parla chiaro: quattro grandi piedi, quindi due persone, se non vado errato, sotto al medesimo letto en train de se choucher. A parte il fatto che sembrano due paia di piedi maschili e francamente spero di non essere di fronte al ripresentarsi di vecchi pregiudizi sfatati, il concetto è: la prevenzione è importante ed è sempre meglio un

dolce profilattico rosa, occhi dolci, faccia di casper, che un malefico virus verde e cornuto. Diabolico.

Infine, nel kit si trova anche un foglietto illustrativo. Una sorta di enciclopedia dove si può                                                                                       trovare risposta a qualsiasi quesito. 

Sicuramente però l'attrazione del giorno era la pista da bowling all'interno di un grande profilattico gonfiato di aria.......

Pista da bowling - profilattico nella piazza della cittadina (non un luogo oscuro) e non è Carnevale.........
Io trovo che sia una bella iniziativa, adatta chiaramente ad un pubblico giovane, voi che ne pensate?

mercredi 26 mars 2014

Un ritorno e il destino


Quale strana macumba funesta (voce del verbo funestare, non aggettivo!) i miei ritorni in belgio, dopo un ogni due voli che prenoto con ryanair, uno almeno sono costretto e riprenotarlo (è forse Brian O'Leary che mi assicura partenze posticipate e SI assicura lauti guadagni, aumentando il ricavo marginale della sua amata, anche dai consumatori, azienda?). 

soggiorno in Italia? Per quale ragione, da un annetto a questa parte
Quousque tandem abutere mea patientia, Destine infauste? Direbbe Cicerone, e io pure, se il destino fosse una persona appellabile con un bel vocativo, in questo caso minaccioso e esigente spiegazioni. 

Occhi che ballano, da soli (non coi lupi)
Questa volta la partenza è stata ritardata per una presunta labirintite, che poi forse è solo ansia. Fatto sta che gli occhi, questo è il sintomo, rinculano, vale a dire che io li punto su un obiettivo, ma essi, motu proprio, schizzano di nuovo sull'altro lato per poi tornare al target da me individuato. Roba da cartoni animati. 

E ce credo che l'occhio me balla. Per riprenotare il biglietto che martedì (al posto di domenica) mi ha riportato in Belgio, è bastato un errore nell'inserimento dei dati della carta, che mi ha impedito per una mezz'oretta di acquistare il biglietto che quest'ultimo è aumentato di quasi il 50%, da 80 euro ai 144 finali da me sborsati. Ouf, santi numi! 

A volte il destino sembra proprio che remi contro. Come quando, ieri, arrivato all'aereoporto e appena fatto il check in, mi sono diretto verso il gruppo di persone ammucchiate che si stavano dirigendo verso l'aereo. Peccato che da loro mi divideva una porta chiusa che non pago io ho tentato di aprire. Peccato che quelli stessero per imbarcarsi per Malta, mentre i miei, come una hostess gentilmente mi ha fatto notare, stavano sull'altro lato, a destra, non a sinistra (sempre quella e sempre casini oh).

La hostess di cui parlavo (la mia era bruna
e rideva di meno, d'altronde era a lavorà.....)
Insomma il destino spesso sembra remarci contro. L'importante è non perdere la calma, non prendersi spesso tutto si risolve e perchè, proprio nel momento più difficile quando la catastrofe è alle porte, ci sarà, inaspettata, una hostess pronta a darti l'indicazione iniziale e minima verso la risoluzione. 
troppo sul serio, perché

Infine, se il destino non ci ridesse in faccia e si divertisse di noi, come potremmo noi farlo di noi stessi portando buonumore anche agli altri. 

ps.(gaurdate la parte finale di questo video)








(Questo è un post di auto-convincimento consigliato ad un pubblico insicuro ed ansioso. Si prega di non credervi troppo, se il sintomo persiste, beh sì....è il momento di consultare un medico).

dimanche 9 mars 2014

Le Yoga: ce que vous n'auriez pensé sur un sport qu'est un vrai sport

Ooohhhhmmm……Ooohhhmmm…..Ooohhhhmm…..Je suis à faire du Yoga… Inspirer… Finalement  je suis réussi à fréquenter des leçons….Expirer…. de ce sport si Bo – Bo, mais en effet c’est Eleonora…..Inspirer… à l’avoir conseillé ! Finalement….Expirer…..je pourrai comprendre ce qu’il se passe pendant ces leçons-là…Inspirer….que tout le monde décrit comme émotionnantes and…Expirer….capables de faire te changer de vie. Ventre au sol.



Ouf, un petit moment de pause ! J’essaye de me relaxer, même s’il était très difficile étant donné que dans la salle à côté lady Gaga était en train de chanter « Applause » à haut volume et l’instructrice du course criait pour faire bouger ses adeptes. Tandis que le bruit de la vie contemporaine sans règle continuaient à frappé à nos oreilles, en face de nous, nôtre instructeur, ou mieux, nôtre Maitre, parle tellement sous voix, qui nous, tous italien, on doit toujours regarder nos copains pour comprendre quoi on va faire.
 
Petit Cobra. De nouveau on se bouge. Les bouts des doigts appuyés sur le sol et le dos à peine levé, mon petit cobra rassemblait plutôt à une tarente juste tombée du plafond, laquelle est en train de se remettre sur le pattes.  Mais il n’y a pas du temps pour penser, le maitre a déjà décrété : Chien tête en bas. Et ici les fatigues commencent, car cette position est très incommode, une espèce de trapèze, qui trapèze n’est pas puisque le dos est tordu par rapport au sol et pas parallèle (pour comprendre cette ironie il faut avoir gardé des connaissances de géométrie du collége.Ahahah).

Pendant nôtre maître continuait à nous amener par la rue vers le Nirvana, en cherchant de faire réveiller tous nôtre chakra, il arrive une chose très étrange. Je sue. Je suuuuueeeee. Mais le yoga….ce n’était pas cette activité-là impalpable, éthérée, laquelle était capable de te mettre en contact avec des mondes différents et laquelle réussissait à faire te lever du sol comme si un souffle légère, pas un gayser, te soufflais au dessous de ton cu ? Par contre, ce n’est pas comme ça ; le yoga, comme toute les activité humaine impliquent de la fatigue et de la suer.
"Je ris en face du yoga"

La leçon continue, comme l’eternel cercle de la vie. Et dans la confusion de bras et de jambes qui se bougeaient et se croisent l’un l’autre, on voie juste en face du nôtre grand Maître, les duex élèves les plus agiles, qui avec un seul mouvement, très vite, arrivaient à la juste position. Mais j’ai trouvé des réponses pour expliquer  ces deux offense aux culs lourds : soit ils étaient deux ninjas soit ils étaient des contorsionnistes échappés de quelque cirque…..