samedi 12 avril 2014

La moschea blu



La moschea Blu, uno dei monumenti principali di Istanbul colpisce per la sua eleganza e armonia. L'edificio costruito nei primi del '600 è costruito da una grande corpo centrale a cui sono addossate 4 semi-cupole. 




La presenza di calotte e cupole in grande numero all'esterno dona alla moschea un aspetto armonioso e ne accompagna lo sviluppo verso il basso. 





All'interno, gli spazi enormi sono ricoperti di piccolissime piastrelline di Iznik, una ceramica famosa e di grande tradizione in Turchia, dove a predominare è il colore blu.







I gatti di Istanbul

Istanbul è una città di gatti, che si trovano dappertutto, anche se la mercato del pesce sono molto più numerosi. 


Il primo micio, di una lunga seria, che ho incontrato a tu per tu, si trovava al cimitero di Uskudar. Silenzioso, raccolto, accovacciato sulle zampe, quelle anteriori delicatamente piegate sotto il corpo sembrava rimirare le steli tutte particolari di questo cimitero storico dove è sepolto un grande imam del passato.

Ma i mici che a me piacciono tanto li trovi per le strade e sono tutti socievoli. Mica i mici belgi, anche loro freddi e sempre di fretta. Questi sembrano essere in simbiosi con un animo turco che, per l'esperienza presente, è sempre ben disposto all'accoglienza e all'aiuto. Non è raro trovare turchi che, notato che sei straniero, volontariamente cerchino di darti le indicazioni cercate in un inglese stentato o direttamente in turco, gesticolando e provando più volte, ciascuna più appassionati. Così sono i mici, ti passano tra le gambe quando fai una foto e li senti lisciarti gli stinchi. Tu li chiami e quelli vengono mostrandosi sempre coccolosi e fusosi (cioè che fanno le fusa). 


E hanno anche un forte senso del commercio come tutti i turchi. (Qui si lavora fino alle 23 non stop). Guardate questi due bei gattoni che assistono dall'altro lato della bancarella il loro padrone, e con finto sguardo sornione sorvegliano che nessuno taccheggi.

 Poi abbiamo i gatti marinai che si sono stabiliti nel foyer dei traghettipermuoversi
da una parte all'altra del Mar di Marmara.

I dormiglioni. Che si godono il sole della mattina sulla pergola all'entrata dell 'Università di Galatasaray (Ortakoy), alla faccia degli studenti che ai corsi ci sono già.


Tutti questi gattoni sembrano aver respirato e fatto proprio lo spirito di questa città talmente grande da dare spazio a persone con credi e culture differenti garantendo una certa libertà d'azione e una capacità d'accoglienza marcata. 



Infine, il solito pischello di periferia, all'estremità ovest del quartiere Fatih, non lontano dalle mura bizantine.



jeudi 10 avril 2014

Santa Sofia: tra spazio e tempo

L'avevo INTRAvista sui libri di storia dell'arte, l'avevo RIvista nei miei sogni quando pensavo ai posti esotici, nei quali recarmi. L'ho sempre considerata un esempio di quella commistione di culture che "tanto ci piace". E' la basilica di Santa Sofia. Costruita nel VI secolo a. C. per volere di Giustiniano, fu intitolata alla "Divina Sapienza"
L'aspetto esteriore della chiesa fa ben comprendere le fattezze della sua struttura: possente e articolata, Santa Sofia sembra un grande gigante addormentato sulla piazza Sultanamet. Ed in effetti all'interno sono visibili i grandi pilastri compositi che sorreggono le volte, il matroneo (o galleria superiore) e il grande tamburo su cui poggia la cupola centrale. 

Ma in realtà, guardandola dall'interno, l'impressione è un'altra. Le pareti sono ricoperte con tante tesserine dorate che luccicano della luce che penetra dalle 40 finestre alla base della cupola, donando fluidità allo spazio ed un'uniformità ai volumi. L'unione del colore dorato e dell'appiattimento dei volumi tolgono i punti di riferimento spaziali o temporali: gli angoli si smussano e i grandi pilastri perdono la loro rigidità, per contro hanno risalto le forme sferiche delle volte. Lo spazio circonda  l'osservatore come se ci muovessimo in un'atmosfera protetta e ovattata. 



In questa specie di involucro, dove l'atemporalità lo fa da padrone, sembrano coerenti tra loro i segni che diverse epoche e differenti religioni hanno lasciato. Come non notare i cherubini nei pennacchi al di sotto della grande cupola i cherubini e accanto i grandi "piatti" che riportano, in arabo, i nomi di Allah, Maometto e i primi califfi? O l'affresco di maria madre nella vota dell'abside e sotto il Mihrab, la struttura, orientata verso La Mecca, da cui parla l'officiante della preghiera nell'Islam?













Infine, un ultimo particolare, al di là dello spazio e del tempo. Mi hanno colpito alcuni inserti in porfido rosso egiziano, ritenuto prezioso per il suo colore simbolo di regalità, che si trovano nelle navate laterali. Gli inserti, nobilitanti, hanno una funzione decorativa che sfrutta la simmetria delle vene bianche della pietra stessa. Dinamismo e stilizzazione delle figure ante litteram!

                        

mardi 8 avril 2014

Diario di viaggio: la partenza e l'arrivo!

Il viaggio è iniziato nella mattina ancora scura del Brabante vallone, una mattina spazzata da un vento forte....che non aiutava a portare i nostri 43 chili totali di bagagli. ALL'INIZIO, visto che stiamo via una settimana,  avevamo pensato  di portare un bagaglio a mano ciascuno. POI abbiamo scoperto che i nostri biglietti ci davano la possibilità di una valigia da stiva ciascuno. E QUINDI, chi perchè "non si sa mai, se ne potrebbe avere bisogno" (io), chi per "vanità", siamo arrivati al carico da soma. Con queste provviste di vestiti che basterebbero a tre persone o per un anno a Istanbul, abbiamo affrontato lunghe rampe di scale, NON mobili, uno scalo a Vienna, tre stazioni di treno, un taxi......e finalmente ISTANBUL.

Una città che colpisce fin dalla sua periferia per la presenza di rosse bandiere turche, che sono ovunque, sui palazzi, sui cantieri e sulle gru. Colpisce in un paese del sud la mancanza di persiane: il sole entra presto nelle camere.
E poi a colpire è la mancanza di campanili, e la persistenza delle forme longilinee e puntute dei minareti. Ed infine sconvolge la grandezza di questa città e di un abitato di 5500 kmq e una popolazione di 13 milioni di abitanti. Una via lunga, un'autostrada che dall'aeroporto ci ha portati fino a uno dei ponti sul Bosforo, per traversare lo stretto ed arrivare a Uskudar, il quartiere familiare e conservatore  (così alle ultime lezioni) di cui è originario Erdogan, e nel quale abitano i miei amici. 

Ultima pillola: i turchi non guidano molto bene, anche perché, per esempio sulla grande autostrada, il cammino è punteggiato di persone che in mezzo alla carreggiata vendono noccioline, frutta secca, focacce e acqua: perché a Istanbul anche gli ingorghi sono giganteschi.....

samedi 5 avril 2014

Sfilata africana

Vi propongo alcuni scatti e video interessati di una sfilata di moda africana organizzata dalle ragazze del kot "KafriKap". Un'immersione in colori e fantasie per noi inconsuete. Ma guardate e ne resterete affascinati.

Non c'è stato modo migliore di iniziare la sfilata che una splendida danza africana (potete accedere al video tramite il link) che dalla primavera in anticipo belga ci ha sospinto fino a latitudini ben più torride.
Una danza sciamanica, da notte di luna piena nell'alto piano del serengheti, in un villaggio masai, lungo il fiume masaimara. Ad ogni modo, la coscienza dei presenti, tutti appartenenti più o meno alla medesima generazione, non ha potuto fare a meno di pensare al "Re Leone" e alla canzone iniziale! Che disney abbia davvero un grande potere?

Poi è arrivata la vera sfilata. Durante la prima parte sono stati presentati i vestiti creati da un'associazione di studenti, nella seconda quelli di una vera e propria stilista. E' stata una "profusione" (si voglio usare questo termine tra il documentarista e lo scenografico) di colori: gialli. verdi e rossi e marroni tutti chiari e di una tonalità brillante, accecante quasi. Una moda felice che pensando a quel mondo là, quello africano,  sembra un paradosso.....
Fianchi alti e grandi, seni maestosi, anche la moda si adegua, risaltando le forme senza mai essere volgare I vestitini si gonfiano sul punti vita e scendono più morbidamente, mentre gli shorts sono usati con parsimonia. Il vero trionfo sono i grandi vestiti lunghi o le gonne più o meno fascianti dalle ampie fantasie colorate e arabescate.

Infine ce sta pure il lato maschile della sfilata ed è "da pauraaaa". Entrato per tre volte di fila, ogni volta aumentava il rumore degli spettatori e diminuivano i vestiti che aveva indosso, lui un vero signore non ha dato segni di cedimento, mostrandosi impassibile. Un vero uomo ;) (informatisi, ci è stato detto essere un ragazzo molto riservato e che nei camerini era molto silenzioso!)

Il super mega giga uomo che alla fine della sfilata ha provocato cori da stadio

jeudi 3 avril 2014

Dopo 14 anni è qui!!!! Il ritorno di Elisabeth!

La folla delle grandi occasioni, la grande occasione, la grande bellezza, il grande avvenimento di cui non posso non scrivere anche se non c'incastra niente col mio blog e il mio erasmus e in genere la mia vita. MA lei è di nuovo qui.
Perché finalmente dopo 14 anni, lei è quiiiiiiiiii! 

All'arrivo all'aeroporto oggi. Fresca come una rosa dopo un'ora e mezza di volo. Ha portato con lei la primavera!
Col suo completo glicine, cappello intonato e fiori su di esso, ella, Elisabetta II d'Inghilterra, all'anagrafe Elisabeth Alexandra Mary Windsor, ha portato la primavera.
Tutte le volte che sento parlare della regina d'Inghilterra o della famiglia reale, ad esempio quando l'estate scorsa nacque il piccolo George Alexander, mi emoziono incredibilmente.

L'incontro stamani al Quirinale. Hanno già mangiato risotto alle erbe aromatiche e agnello arrosto. A Napisan e Clio hanno regalato una sciarpa di cachemire e un piatto d'argento.
Ma ci pensate se anche noi fossimo una monarchia? I balli e le teste coronate, i principi che sarebbero sicuramente belli e le principesse sicuramente istruite e l'eleganza per Roma città reale, il re si affaccerebbe dal terrazzo del Quirinale (però l'ultimo ad averlo fatto è stato Vittorio Emanuele III.....).......e poi i reality show, le canzoni a sanremo, le candidature alle europee e le finali di sanremo e le inchieste per gioco d'azzardo e........ No, ok ok. Ho capito. Noi siamo una repubblica e aldilà dei sogni siamo fieri di questo, soprattutto pensando al modo in cui è nata e alla fatica con cui è stata conquistata. 

Ma le illusioni si sà, aiutano nella realtà, anche e soprattutto nella dura realtà repubblicana. E dunque, come non apprezzare l'incontro di Elisabetta II con colui che per autorevolezza e capacità di rassicurare la nazione può essere considerato il nostro pater patriae vivente, con colui che a nostro modo, può essere considerato il nostro "Re", Giorgio Napolitano. Dei re ha il nome e l'aplombe, non la corona né i diritti e sopratutto non le rivendicazioni. 
Sarà che mi ricordano i miei nonni, sarà che sono dei novantenni grandemente fighi, sarà che c'ho voglia de sognà, ma quei due se la vedono alla pari. Come una "Regina".....e un "Re".

I due che confabulano.....Napolitano quasi sicuramente sa l'inglese.....i due vegliardi sono nati nel 1925, lei il 21 aprile (giorno del mio compleanno), lui il 29 giugno......

mercredi 2 avril 2014

L'educazione sessuale in un campus

L'educazione sessuale in un campus può prendere delle forme inaspettate e mai viste. A Louvain la Neuve, il KapHot ha organizzato la settimana dell'amore. Il KapHot, è formato da un gruppo di studenti che hanno l'obiettivo di sensibilizzare al sesso sicuro e migliorare l'educazione sessuale dei giovani. Il che, in una cittadina di 13000 abitanti pressoché tutti studenti è sicuramente un'opera di grande utilità, considerando anche il numero di Erasmus che, con la loro presenza, spingono la promiscuità a livelli ragguardevoli.

Il KapHot (il capot, diversa grafia ma stessa pronuncia, è il preservativo in francese) si è posizionato in Grand Place, dunque alla luce del sole, con  uno stand e tutta una serie di attività proposte; inoltre ai passanti è dato un kit omaggio, molto utile e curioso. Vediamolo. 


"Recherche partenaire pour la vie"........ Un monito per chi deciderà di appoggiare il suo boccale di birra sui comodissimi poggia bicchieri in cartone del kit. Infatti a dire la frase virgolettata è la signora Sifilide! Insomma, ingurgitato l'alcool bisogna fare attenzione. Oppure "Recherche homme entre 25 et 39 ans.....". Capito maschi? Questi sono l'età e il sesso, ahimè, tipici dei malati del mal francese (anche il Valentino, figlio di Alessandro VI e fratello di Lucrezia Borgia, ne era affetto).






Sempre nel kit c'erano dei lecca lecca......, e una cartolina, con un'immagine che parla chiaro: quattro grandi piedi, quindi due persone, se non vado errato, sotto al medesimo letto en train de se choucher. A parte il fatto che sembrano due paia di piedi maschili e francamente spero di non essere di fronte al ripresentarsi di vecchi pregiudizi sfatati, il concetto è: la prevenzione è importante ed è sempre meglio un

dolce profilattico rosa, occhi dolci, faccia di casper, che un malefico virus verde e cornuto. Diabolico.

Infine, nel kit si trova anche un foglietto illustrativo. Una sorta di enciclopedia dove si può                                                                                       trovare risposta a qualsiasi quesito. 

Sicuramente però l'attrazione del giorno era la pista da bowling all'interno di un grande profilattico gonfiato di aria.......

Pista da bowling - profilattico nella piazza della cittadina (non un luogo oscuro) e non è Carnevale.........
Io trovo che sia una bella iniziativa, adatta chiaramente ad un pubblico giovane, voi che ne pensate?